Vico Acitillo 124
Poetry Wave
 

Jack Hirschman
L’Arcano Baghdad-San Francisco
 



Calcinacci nella bocca, sangue
nei calcinacci, di un grido morente.
Il seno esploso, lo spruzzo
di latte in fiamme, le piccole labbra
del neonato carbonizzate.
E crateri come cucchiaiate d’inferno
scavate nella carne delle strade.
Il cielo – esso stesso cielo d’inferno,
bulbo oculare e denti
e unghie dell’inferno, coltelli
di ghiaccio e stalattite
conficcata nel cuore.
E scheletri di edifici in fiamme
e cadaveri nei fossi,
O sagome fiammeggianti di lettere arabe,
O ragazza dalla pelle bruna
fra le fauci della bomba,
O occhi di un vecchio spalancati nella morte
nel crollo di un muro sgretolato

“Stiamo facendo un lavoro”
“…solo facendo un lavoro”
“Si tratta di fare un lavoro”
“È un lavoro—quest’è tutto”

PROCURATI UN LAVORO!

“Quando firmi, lo fai per fare un lavoro”
“Il nostro lavoro è fare in modo che il lavoro sia fatto”
“Prendi la mira, mandi giù il tuo carico, fai il lavoro”
“Siamo qui per fare il lavoro”

PROCURATI UN LAVORO!

Quelli agli angoli delle strade sono veterani con tazza di carta
 e stampelle vecchie di diciassette anni

PROCURATI UN LAVORO!

Le strade sono zeppe di noi, gli svuotati dai robot,
i conglomeratamente masticati e sputati via

PROCURATI UN LAVORO!

Due piccole scolarette cinesi camminano lungo Vallejo St.
nel primo crepuscolo della guerra
“Ho un sogno….!” dice una all’altra, con tale ironia
non avrei mai creduto che l’ironia potesse essere così profonda in un essere così piccolo
 

PROCURATI UN LAVORO!

La sensazione di morbidezza, una setosità, mettiti
la mano sulla fronte in un momento in cui sei solo,
poi passati il palmo sui capelli, capirai
cosa voglio dire, troverai un’oleosità di oliva,
che in un primo momento penserai provenire dai capelli stessi,
ma poi ti accorgerai che tutto il tuo corpo la avverte,
proprio sotto la pelle, giù lungo i fianchi,
le cosce, fino alle punte dei piedi—un umidità sensuale
sottocutanea quasi bagnata; ed è anche sotto
le palpebre, che sembrano un po’ più pesanti,
ed ha qualcosa a che fare, rifletti, con
quei lenti sbadigli che ultimamente sono fioriti
sulla tua bocca a volte durante il giorno quando di solito
la tua energia è molto intensa, sbadigli che hanno continuato
a spalancarti le mascelle all’improvviso nel bel mezzo
persino di un’accesa discussione sulla guerra. Te ne rendi
conto: hai già sperimentato la sensazione.
Sembra come la carne del tuo amore
in tutta la sua nudità, e il ricordo di quella carne
dopo l’amore, quando sei altrove,
da solo o, adesso, persino, con altri. E gli sbadigli
sono una specie di riflesso sonnolento, come se stessi
per addormentarti dopo aver fatto l’amore. Allora hai pensato:
C’è qualcosa che non va; in qualche modo questa sensazione
è perché la guerra è stata rimossa, censurata,
migliaia di bugie hanno preso il posto dei rapporti
sulla vera distruzione e il numero delle perdite, e mi hanno lasciato
avviluppato nelle mie risposte più viscerali. Oppure hai pensato:
questo governo ha drogato il cibo o l’acqua o le sigarette
fin da quando è cominciata la guerra, mantenendo la gente intontita e inoffensiva
e lasciando una scia di narcosi nei nostri corpi…
Allora albeggeranno in te: i petali dei morti
voleranno fuori dall’inferno, la fragile migrazione dei frammenti
di rose dalla carneficina di Baghdad, lungo percorsi
della coscienza che nessun Patriot può calcolare. E ricorderai
i prati di etere che si stendevano davanti a te quando, per l’ultima volta
dicesti addio a un amico della Palestina; e saprai
che il tuo corpo sta piangendo in segreto fino ai due fiumi
trasudati dalla ferita della prima madre, la valle
originale allagata dalpiena delle sue lacrime, il primo arcobaleno
che stillava l’inchiostro che trionferà sul doloroso sangue
e olio di questo mondo

Io giurai
quando portarono (indossarono)
la loro guerra
per tutto il mondo

vedere…
essi sono
di già
perduti

Essi vollero
essi ebbero
essi morirono
essi marcirono

I topi
ingrassano,
i vermi
impazziscono

È guerra
è quello
che è
nelle budelle

Amore O
amore O
guerra
codarda
 

Ora la loro potenza è tutto, e niente
e tutto ciò che colpirono, stanno colpendo, colpiranno,
arriverà a quel niente,

e coloro che hanno comprato e corrotto e venduto
nella loro schiavitù del salario, nei loro mercati razzisti
si stanno rivoltando contro il gigante sciovinista delle loro bugie,

contro la loro crocifissione di sangue e olio,
contro i nodi scorsoi dei debiti e delle bombe,
contro le prigioni che hanno sovraffollato, i campi che hanno progettato,

stiamo sorgendo, essi non sono niente, promettiamo solennemente fedeltà
ai popoli del mondo che si sollevano con noi, per distruggere
la piovra fascista alimentata dagli Stati Uniti.
 
 
 

(Questo Arcano è stato scritto in risposta alla guerra del Golfo e al bombardamento
americano dell’Iraq nel 1990. Il bombardamento cominciò il 15 gennaio, giorno del
compleanno del Rev. Martin Luther King. L’arcano fu letto per la prima volta durante
una marcia per il compleanno del poeta americano Charles Olson, e più tardi, nello
stesso mese alla Berkley University in California.)

Traduzione di Raffaella Marzano
da: Arcani
Multimedia Edizioni, Salerno



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Immagine: Antonio Belém, Phorbéa, Napoli 1997

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