La Biblioteca
di Monsieur Teste
Un tarlo
strappato immergi
negli spettri
della lingua
indiscreta:
uso il
mio furore per le utopie
addolcisco
il nostro
tempo insolente
al chiarore
del riposo
senza castigo
trascrivo capelli
bruchi
guanciali
dal mio
camice trasbordi ferite
risvegli
il pudore
trapassando
a morsi
quasi ogni
sera.
Rintanata
pieghi l'endomètrio
lungo penombre
nello sguardo
provochi
cancellazioni
nere calze
intrecciate ?
incanta
lanuggine il tuo scatto.
Ventre distratto
è
la brevità del tuo blocco:
sfuggi
e mi fai schiavo.
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