Vico Acitillo 124
Poetry Wave

La Biblioteca
di Monsieur Teste
 

 



I libri - belli, brutti, semplici, complessi, inventati, copiati -
che si rimandano gli uni con gli altri, che si confrontano, si elidono, alla fine dei conti sono stelle cadenti,
oggetti alla deriva e, buon per loro, acquistano, grazie alla forma consueta, alla funzione scontata
(sconti o non sconti), una dignità che non meritano.
Tutto sommato, fingono di essere qualcosa di necessario ad una specie che ha paura di farne a meno,
come per i sogni, gli incubi, le previsioni del tempo, i figli, i viaggi, le cose più scontate
(svendita o non svendita, fa lo stesso), di questo pianeta.
I testi della Biblioteca di Monsieur Teste sono, invece, innanzitutto, oggetti (oggetti al quadrato)
e vivono soltanto di questa loro fisicità, non pretendono di contenere messaggi,
né evidenti né in bottiglia, ma soltanto immagini, ritmi, arrangiamenti, percorsi di esistente.
Sono strumenti di pura rilevazione dell'energia mentale e vitale della specie,
sono contenuti ad alto tasso di instabilità, senza sicurezze tipologiche.
Sono oggetti con uno, due o tre padri (una poesia con due padri è blasfema come una coppia di ermafroditi)
con una sola domanda monotona:

c'è ancora vita sulla terra?



Hassan Abbas, Lettere ai figli prediletti (1998)
Giorgio Anastasia - Filippo Tangari, A otro a otra estar ciego (1998)
Emilio Piccolo, Senecio (1983)
Emilio Piccolo, Poesia (1983)
Emilio Piccolo, Musica da Camera (1982)
Emilio Piccolo, Oroscope (1999)
Lamberto Pignotti, Altrove (1999)
Antonio Spagnuolo, Candida (1985)
Antonio Spagnuolo, Rapinando alfabeti (1999)
Juliana Sphar, Testimony (1995)
Antonio Spagnuolo, Un sogno nel bagaglio
Emilio Piccolo, Readings (2000)

Indice

La realizzazione informatica della rivista è curata da Dedalus srl
Immagine: Antonio Belém, Phorbéa, Napoli 1997


Per informazioni, si prega contattare:
Emilio Piccolo e/o Antonio Spagnuolo