VICO ACITILLO 124 - POETRY WAVE
Electronic Center of Arts

Diretto da Emilio Piccolo e Antonio Spagnuolo



Sans passion il n'y a pas d'art

SENECIO



A cura di Emilio Piccolo
con la collaborazione di Gianni Caccia, Maria Grazia Caenaro
Claudio Cazzola, Lorenzo Fort e Letizia Lanza




Un dipinto: quello riprodotto, sotto il titolo della sezione. Di Klee. Una sfera, approssimativa, molto, ma molto simile a un volto. E due occhi, ad altezze diverse. Con prospettive diverse. Attratti forse da mondi diversi. O dal mondo, che è sempre lo stesso, ed è sempre diverso. Come voleva una strana teoria detta l'eterno ritorno. Manca lo sguardo. Che è latitante. Contumace. Come L'Occhio. Di Dio, del vicino di casa, o del filologo di turno. O anche dello storicista. Ci sono due occhi, che potrebbero essere anche dieci, o cento, o tanti quanti i nomi di Dio. Come gli sguardi che producono. E non è detto che l'entomologo abbia più ragioni (o sensi) di chi si occupa di sensibilità (estetica, ad usum delphini). E poi il titolo.

Senecio

Afranio, com. 276. Il vocabolario recita: vecchietto. E aggiunge: senecione, un'erba, Plinio, nat. 25, 167. Erba che ha proprietà antinfiammatorie, e va impiegata soltanto per uso esterno (cataplasmi) e di cui si dice anche che è velenosa. Come il passato, quando pesa come un incubo sulla pelle dei vivi. Ma che racchiude anche la promessa di una felicità (o di una saggezza) che, però,  ora non c'è. E poi il ricordo di quando avevamo sedici anni e qualcuno ci diceva (ce lo dicono anche ora) che la memoria storica è necessaria. A cosa. Perché. Ma che ci importa del vaso di Soissons e se Edipo vuol dire piede gonfio (viene da chiedersi, mentre pranziamo alle 15 e c'è un figlio, o una figlia, che guarda in TV Maria de Filippi). Eppure ci importa. Non ostante tutto. Non foss'altro perché ancora tu ne quaesieris, scire nefas... Senecio, appunto.



INDICE
Pittura fresca
Senecio
Calamus

Monsieur Teste

Luther Blissett
Materiali
Strumenti

Le carte di Bartleby

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