Vico Acitillo 124
Poetry Wave

Les emplettes di Bouvard&Pécuchet

Gabriele Frasca, Lime, Einaudi, 1995


Quarta di copertina

La poesia di Frasca si muove in un mondo allucinato, sospeso fra realtà e fantasia,
in cui gli uomini sono scoloriti automi, replicanti senza tempo e senza scopo, votati
al degrado fisico e spirituale. Dilaniato fra desiderio regressivo e orrore per tutto
ciò che è indistinto, l'autore ci offre brandelli di un Io in fuga, preda di ossessioni,
al limite della psicosi. Ma su queste apocalittiche fondamenta, Frasca costruisce
un monumento alla Forma, unica identità possibile. E lo fa con una maestria tecnica
che forse oggi, almeno in Italia, non ha pari. L'elaborazione linguistica, retorica e metrica
di queste poesie, in una dialettica continua fra tradizione e innovazione, realizza
un'incredibile sintesi fra effetti di « pieno » barocco e di « vuoto » beckettiano.
Un'afasia spettacolare.

Gabriele Frasca è nato a Napoli nel 1957.
Ha pubblicato la raccolta di versi Rame (Corpo io, Milano 1984), il romanzo Il fermo volere
(Corpo io, Milano 1987), i saggi Cascando. Tre studi su Samuel Beckett (Liguori, Napoli 1988)
e La furia della sintassi. La sestina in Italia (Bibliopolis, Napoli 1992).
 

Excerptum I

    tanto mi sfronda amore e tanto arrendo
a caso sempre cadendo per scossi
arrivi o ruvide partenze e imprendo
tanto a dar perso il perso nei rimossi
    presenti che porrei vita al morendo
tenue dei fiacchi se fiaccato fossi
quasi che questo tempo che comprendo
passasse solo a scorícare fossili
    vado solvendo i giorni in langue spire
e quelli per la fretta d'inseguire
semplici affetti inconsistenti abbracci
    che chiusi intatti fra memorie ed ire
stringo nel dopo o impiglio dentro i lacci
del corpo d'una bambola di stracci

Excerptum II

tutte le notti uguali. in modo uguale.
in ogni modo uguali. vanno. Appena
accolte. colte dalla stessa lena.
lo stesso furto. varino. non c'è male
che fermi, non c'è peggio. solo tale
e quale e così via. la stessa pena
di colpe intatte. per l'unica scena
tratta. o contratta. e in ogni modo eguale.
eppure ancora porta. asporta. a volte.
a pezzi. a brani. la memoria. un volto.
voci disperse. in orbite raccolte.
questo resta dei persi. ed è già molto.
se, il tempo oscilla. in piccole rivolte
dove chi è andato non è ancora assolto



Bouvard
E lo fa con una maestria tecnica che forse oggi, almeno in Italia, non ha pari...
Un'afasia spettacolare.

La nostra, più discreta, e privata, non ardisce esiti così rischiosi e precari.
Non foss'altro perchè un pizzico di mondana prudenza, e simulata mediocrità,
può risparmiarci sberleffi e confortarci dell'altrui simpatìa.
Non foss'altro perché ci può sempre capitare di incontrare all'angolo della strada
il cappello di Ceronetti o l'ectoplasma di Emilio Villa.
Del resto, la favola dell'imperatore nudo è troppo nota per essere qui ricordata.
Di exegi monumentum aere perennius e di zitelle in odore di nobel
sono piene le italiche lettere.
Con piacere aggiungiamo un altro nome alla lista.

Pécuchet è d'accordo!


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