La poesia
non è una cosa seria, perché non esiste un pubblico della
poesia.
La poesia
è una cosa seria, perché ti coinvolge quotidianamente.
La poesia
non è una cosa seria, perché non è il Vangelo.
La poesia
è una cosa seria, perché la vita è troppo breve.
La poesia
non è una cosa seria, perché non è quotata in borsa.
La poesia
è una cosa seria, perché può avere una valenza catartica.
La poesia
non è una cosa seria, perché non riesce ad essere politica
attuale.
La poesia
è una cosa seria, perché (se autentica) rimane nella
storia.
La poesia
non è una cosa seria, perché non è una scienza esatta.
La poesia
è una cosa seria, perché sa dare la voce all’onirico.
La poesia
non è una cosa seria, perché non riesce a togliere la fame
nel mondo.
La poesia
è una cosa seria, perché non “mira” ad alcun guadagno.
La poesia
non è una cosa seria, perché “mira” spesso alla masturbazione
psicologica.
La poesia
non è una cosa seria, perché molti scrittori non accettano
la critica autentica
ed evitano
il confronto costruttivo.
La poesia
è una cosa seria, perché…perché…perché potremmo
leggere
tutto quanto
sopra acerbamente all’inverso.
Beatrice.
My Heart is full of troubles (testo a video)
Beatrice.
My Heart is full of troubles (file PDF, 1447 K)
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