Testi
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Qualcuno
ha un destino
Riflesso
nel mare inquieto
rinchiuso
tra gli scogli ammassati,
scruta
il suo volto, e un nome
chiede
alla voce oscura dell’acqua,
che
irrompe nei vuoti della banchina.
La
sua voce non ha luogo, i suoi occhi
cercano
ovunque le spine
delle
rose, ascolta gli ululati del vento
e
annusa il salmastro che impura fa l’aria.
Il
volo fendente del gabbiano
gli
infuse il dovere di non giudicare.
Ora
un’ambra divide il suo cuore.
Leggero
il passo, e gravido lo sguardo
di
non celabili passioni e inconfessabili,
lascia
una vita e un’altra
incontra
che lo accoglie in amplesso.
Una
nuova città, una casa nuova,
un
passato da fuggire, e un destino
che
è il battesimo del sangue.
Il
passato remoto
Lo
specchio non mente, sul viso
la
luce non fa mistero dei segni
della
guerra. Gli anni passati
non
tornano ma sono legna
per
la fiamma che guarda intorno
con
occhi tremanti, ora fermi.
C’è
stato un risveglio, lontano
nel
tempo, di cui nessuno ricorda
il
confine tra l’ultima notte di piacere
e
l’alba perenne del dovere.
Negli
incubi i mostri, con l’ansia
la
debolezza delle proprie gambe;
c’è
sempre un risveglio, dagli orrori
o
dagli svenimenti, un risveglio
di
cui poche volte si parla
con
silenzi assillanti, con sorrisi
che
chiedono soltanto un momento.
NOTA
BIOGRAFICA
Tommaso
Mariniello è nato a Napoli, il 2 novembre 1977. Ha vissuto però
sempre a Cardito, un piccolo comune della provincia. I suoi rapporti con
il capoluogo si sono intensificati durante il periodo universitario. Dopo
aver conseguito una laurea in Lettere moderne, ha collaborato con alcuni
giornali napoletani (clickup.it, NapoliPiù), ed ora insegna in un
liceo scientifico di Anzio (Roma), dove abita da pochi mesi. Le sue poesie
sono inedite.
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