Vico Acitillo 124 - Poetry Wave
Electronic Center of Arts diretto da Emilio Piccolo e Antonio Spagnuolo

Calamus: almanacco di poesia

Gabriella Garofalo


 
Testi  


Non inseguire, impervio mio respiro
Perché tu hai vita, ma sepolta giace
Tutto in te leva sfinimento
Luna mi hai insegnato l’eterno e la parola
Di nuovi silenzi, di un più chiaro gelo
Smorzati esistenza: impervio cielo
Vulnerata da tutti i venti
 
 

Non inseguire, impervio mio respiro

 

Non inseguire, impervio mio respiro,
il cielo l'albero esistenza:
ferma respiro ferma la tua corsa
muovi soltanto poi dismembra al verde
intenso d'erba che ti fu negata-
al più presto negati al dissenno
soltanto luna attendi
di fredda luce sguardo
se in me costretta ad abbracciarti
di notte in notte lenta ed implacata
divorando si leva la parola.

                                             
Perché tu hai vita, ma sepolta giace

Perché tu hai vita, ma sepolta giace,
mio amore distorto mio ramo disseccato
dove d’incausto verde fame stride:
vorrebbe gettare, ma non leva
penetrare sconfiggendo il legno 
e non azzarda poi silenzia
a radi frammenti di luce
che bianco di materia in eterno
discaccia dal ritorno al primo grembo:
coltre di neve che bianco ti possiede,
madre che inerme ti ha gettato.

                                                          
Tutto in te leva sfinimento
 

Tutto in te leva sfinimento,
aspro mio corpo indegnità di cielo,
pure talvolta tu mi davi luce,
luce ti pervadeva strana intermittenza,
di ambiguo chiaro e quella fredda luce
incaniava luna dissetarti:
mentre sfibra di verde il mio respiro,
solo erba cerca in eterno negata, 
erba negata a eterno
se ogni linfa scuote sferza di Caino-
anch’io caina,certo,
marchiata.
 

Luna mi hai insegnato l’eterno e la parola

Luna mi hai insegnato l’eterno e la parola
di scabra pietra,di albero e roveto
quando di solo grembo e solo per il grembo
di fame gettavo la mia scelta-
ora ferro che incide grembi la poesia.

Di nuovi silenzi, di un più chiaro gelo
 

Di nuovi silenzi, di un più chiaro gelo
risalimi, anima, rigenerati.
Ed anche a te silenzio,depressione,
perché rade luci che si levano
non sperdano,ostinate inseguano esistenza,
e continui il nostro sguardo disfrenando
oltre bianco dissenno di un mondo,
eterno grembo che livida ti cerca,anima-
e  silenzio.

                                                      
Smorzati esistenza: impervio cielo

Smorzati esistenza: impervio cielo
distorta chiarità ambigua luce-
se qualche valore ha quel mio sguardo
guardami,Dio,guardami adesso,
perché di tenebra imprevista
si leva sera e di un tuo sguardo
mi morde fame incalza:
luce da luce sia tuo sguardo
altri grembi muova forse altre voci
un nuovo modo di leggerti,mio cielo,
che fendi scatti di una luce cruda.
                                                                         

Vulnerata da tutti i venti
 

Vulnerata da tutti i venti,
a gelidi raggi di luna e grembo offerta
oscurati anima che vuol rubare il cielo
nasconditi perché ti'insegue
disperso fuoco la parola-
ti colpiranno a raffica scintille
in te levando di più oscuro morbo
di nero scraterando dove un tempo
era intatta tua limpida,sostanza.
 

 



Gabriella Garofalo,nata a Foggia nel 1956,vive a Milano.
Presente in numerose riviste ed antologie,ha pubblicato tre raccolte di versi: Lo sguardo di Orfeo, Cesati editore, Firenze 1989, L’inverno di vetro,Edizioni dell’Arco,Milano 1995,Di altre stelle polari,Stampa spa,Brunello(Va) 2003.


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