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Vico
Acitillo 124
Poetry Wave Almanacco della poesia: I testi Gilberto
Finzi
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grigio-fumo
Non c'è,non c'è
che un'unica rovina, l'alta
maceria della vita mediocre -
anche Amore te rapina.
Con l'addiaccio e la separatezza
ti muore sulle labbra l'ansia,
la vittoria, il lieto fine,
e slitta e strania
fin la saliva dell'ultimo bacio.
A tazze vuote, a mondo fermo
strozza le vene un soldatino d'aria:
non è più Eros ma un sopravvissuto
inseguito da segnali di fumo.
i
rossi i gialli
i rossi i gialli dagli occhi se ne vanno,
i bianchi i grigi i bui
di pallide gocce finali
berli con precauzione.
la più mite stagione capovolge i pennelli, si sporge
un maligno imbianchino dal Po
e nel gioco si sveste,
intonaca i muri e ogni rama.
troppo poco - o troppo a lungo - ho sostato
in un'astratta vicenda - troppo
(o invece troppo poco) ho adagiato la sorte
sul lettino del Caso.
irreparabile (come le foglie)
anche il tempo s'intinge col pane.
finito l'autunno di casa, finite le scorte
navigo sulla pace (notturna, nebbiosa)
della pessima volontà.
grigio-nebbia.
(domenica, pensiero)
un sole maramaldo e maramatto
scrùpola e sfranga il fondo piatto
della mia barca: in cerca di me e della nebbia.
la svolge, la sconvolge, ma la nebbia si sfilaccia
e lo travolge, mangia il sole e transita la via
con pallida allegria (o con
rossastra nostalgia.?) -
vedilo che tondo in su galleggia
affranto e affannato per gli sforzi, e allaccia
la domenica al lunedì, il cuore agli altri
segni di vita.
ora che avanza, avanza e vince
la sua parte di cielo
a terra la nebbia si appiatta e fa più inverno:
questo tacito ràbido gelo, questa
solitudine nel lago dolce del pensiero
che non pensa, non c'è o non si fa luce
come nel centro della nuvola di nebbia
lassù il cero quotidiano
(oppure il nero)