Vico Acitillo 124
Poetry Wave

Almanacco della poesia: I testi

Gilberto Finzi
 

 


 

1. (Colori, I)

grigio-fumo
 

Non c'è,non c'è

che un'unica rovina, l'alta

maceria della vita mediocre -

anche Amore te rapina.

Con l'addiaccio e la separatezza

ti muore sulle labbra l'ansia,

la vittoria, il lieto fine,

e slitta e strania

fin la saliva dell'ultimo bacio.

A tazze vuote, a mondo fermo

strozza le vene un soldatino d'aria:

non è più Eros ma un sopravvissuto

inseguito da segnali di fumo.


 

2. (Colori, II)

i rossi i gialli
 

i rossi i gialli dagli occhi se ne vanno,

i bianchi i grigi i bui

di pallide gocce finali

berli con precauzione.

la più mite stagione capovolge i pennelli, si sporge

un maligno imbianchino dal Po

e nel gioco si sveste,

intonaca i muri e ogni rama.

troppo poco - o troppo a lungo - ho sostato

in un'astratta vicenda - troppo

(o invece troppo poco) ho adagiato la sorte

sul lettino del Caso.

irreparabile (come le foglie)

anche il tempo s'intinge col pane.

finito l'autunno di casa, finite le scorte

navigo sulla pace (notturna, nebbiosa)

della pessima volontà.


 

3. (Colori, III)

grigio-nebbia. (domenica, pensiero)
 

un sole maramaldo e maramatto

scrùpola e sfranga il fondo piatto

della mia barca: in cerca di me e della nebbia.

la svolge, la sconvolge, ma la nebbia si sfilaccia

e lo travolge, mangia il sole e transita la via

con pallida allegria (o con

rossastra nostalgia.?) -

vedilo che tondo in su galleggia

affranto e affannato per gli sforzi, e allaccia

la domenica al lunedì, il cuore agli altri

segni di vita.

ora che avanza, avanza e vince

la sua parte di cielo

a terra la nebbia si appiatta e fa più inverno:

questo tacito ràbido gelo, questa

solitudine nel lago dolce del pensiero

che non pensa, non c'è o non si fa luce

come nel centro della nuvola di nebbia

lassù il cero quotidiano

(oppure il nero)



Indice

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Immagine: Antonio Belém, Phorbéa, Napoli 1997


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