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Vico
Acitillo 124
Poetry Wave Almanacco della poesia: I testi Ariele D'Ambrosio
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ecco i vivi
che cercano
di amare
tra formule
e ossidrili
e montagne
ioniche
spalmate
in liquide muffe d’infinito
i malati
sono sonni
che guardano
diversi
parlano
vulve e priapi feriti
nel cuore
ancora rosso
grigio
di cervello
dove i
colori attraversano macchie
che i desideri
sgretolano
lasciando
pause di silenzio
contano
la terra
adesso
anche il
cielo
si cerca
l’ordine che lavi le mani
e nei pensieri
confusi
c’è
tutto quello che amiamo
tutto quello
che è grande
per essere
amato
cara
ora è
tardi
ti bacio
2. La scogliera ci distrae il mare
la scogliera
ci distrae il mare
e s’allunga
di binario
parallelo
all’orizzonte
le nuvole
son foglie
che cadono
nei pozzi
a guardare
il mare di sotto
un vetro azzurro di finto cielo
quando rompiamo
coi nostri
sensi i quadrati
resterà
sempre
il ricordo
dei treni
e poi
cosa dirò
a mia figlia
che le
barche non son barche
e l’uomo
non è un uomo
cosa dirò
quando
il silenzio
aumenterà
i presagi
ed io stesso
sarò
un pieno silenzio
inseguirò
i quadrati
accarezzando
gli angoli
e chiamerò
mia figlia
per dirle
se la scogliera
è ferma
se le nuvole
son ferme
e le foglie
son poggiate
sui bordi
dei pozzi
siamo stati
già detti
scritti
sui muri muti
a riempire
le cose
che fanno
crescere il mondo
noi lo
diciamo
sapendo
che un grido
è
solo un richiamo
nel sapore
verde di un filo di farfalla
4. alla piazza S. Arcangelo a Bajano di Forcella
in questa
piazza di popolo
con la
sua statua d’immondizia e fumo
al centro
delle branchie
spalancate
dall’allegra svagatezza
che s’inerpica
tra voci ed assenze
chiude
finestre ed angoli
tra padri
tatuati di galera
bruschi
nelle rughe
negli occhi
rozzi di braccia e d’omicidi
vecchi
più del necessario
non ci
fanno affacciare
e ci chiudono
inermi
nella violenza
di manicomi usati
negli scoppi
di notte all’orizzonte
rosso bagnoli
è
un altoforno chiuso dalle crepe
contratte
nella voce
assai più
lunga
d’una lupara
bianca a canne mozze
raffreddata
su volti senza naso
incaprettati
al fuoco di acidi dissolti
su griglie
immense
ruminate
in guerra dagli affari
Al di là delle ideologie e delle ragioni dell’economia che hanno portato alla chiusura dell’ITALSIDER di Bagnoli, ho sempre pensato che il lavoro e le classi sociali che lo rappresentano, specie le più coese, restino l’unico baluardo veramente efficace alla delinquenza che si organizza.