Vico Acitillo 124
Poetry Wave

Almanacco della poesia: I testi

Fabio Ciofi
 



1. Autoritratto
2. Anatomia
3. Se questo è un cinico
4. L'alibi
5. Strange days
6. Identità
7. Ironic Absentia
8. Canto dello stoico
9. Verticalità
 

1. Autoritratto

E tu che sei quasi sette
a forza di vederti
anche lo specchio si è irritato.

Ti staccavi il primo capello bianco
eh? ti staccavi – e il pensiero
fermo su di te, il disturbo
ossessivo-compulsivo di stampare
qualcosa per respirare.

E’ una questione di training autogeno,
ti mandavi a dire.
La casa dei doganieri è ancora
pregnante, se leggi Montale.

Libero spirito vaghi,
l’anima sono tre sillabe,
il cuore due.
Io una.
 

2. Anatomia

Hai una frattura nel centro del mondo.
Ti guardo e mi confondo: ti ricordi
quando lavoro era dire sistema
corrotto che io sono diverso sono
alto oltre la muraglia sono nullo
come risultato ma un germoglio
è fiorito nell’era del cinghiale bianco
ti battevi stanco senza la squadra
che meritavi.

Avvitato in un mulinello di rovelli
spendi denaro di broca in un’area
di dissenso verticale che ipotizza
la nuova gerarchia dall’alluce
al parietale.

Lancia in resta rimonti l’arcaico
destriero. Sfoggio di pensiero ne fai,
nell’era del consequenziale impoverito.
Oggetto di culto impaurito ritrae
le spoglie sensoriali il tempo.
Detto fra noi è meglio coltivarlo
il tarlo di una non esperita
migliore arroganza: andate e non proferite
parola.

Una frattura nel centro del mondo
la puoi ignorare, se stai di lato.
 

3. Se questo è un cinico

Sono nato con le strade segnalate
e non mi oriento se annuso il vento.
Per dirti se può servire non alienare
il senso sfottuto delle cose.

Il kit del piccolo rivoluzionario
giace nel cesto dei giochi. Ragiona
sui fuochi che ti hanno incendiato.
Bruciata è la paglia di intenti 
per colazione.

A pranzo un primo indizio
del precipizio. Un secondo solco
profondo. Un dolce ad anticipare
l’amaro punto di evacuazione.

La cena per non istigare alla fuga.
Se ruga dev’essere che sia sulla fronte:
vai fiero del tuo cruccio
come un vulcano del suo cratere.
 

4. L'alibi

Vedi volevo andare a letto
presto ma non riesco a cooptarmi.
So coricarmi solo tardi.
E non è che scrivo di notte:
ho troppo tirate le corde
di Orfeo mentre Euri-dice
che è questione di tempo
che ce n’è uno per vegliare
che ce n’è uno per dormire.

Lavorare stanca ma ci aiuta
a trovare un alibi.

5. Strange days

Mi eccito mi cito mito
di me stesso mi faccio
in quattro per gioco compaio
e scompaio ovunque sono
e non sono troppopoco
presente e spesso di rado
non mi sento in grado ma
ad una fazione bisogna
appartenere per il potere

Mio nonno aveva un podere
e la sera lavorato stanco
rientrava e non pensava
                                     la fatica la fatica

privilegio amaro sputare proverbi
meglio morto che vivo se non arrivo
a comperare questo pezzo di terra
la scoperta della comodità
in tarda età e l’ovvietà
di un corpo famigliare sgretolato
in nome di un razionale tributo
all’efficienza.

Che la rabbia rimanga lontana
dall'ostentazione.
 

6. Identità

Il sole è così solare,
la luna così lunare;
il giorno è così diurno,
la notte così notturna.

Ed hai l’impressione che tutto sia
quello che è.
 

                                   Tranne te.

7. Ironic Absentia
 

Distribuiranno la loro ricchezza
e saremo più poveri del giorno
in cui chiudemmo senza frutto
il silenzio peraltro troppo
decibelteso per resistere al coro
d’ignavi che vagava oltre il sublime.

Vorranno fare il verso al clamore
soffuso che inseguiamo da sempre più
o meno persuasi del cono d’ombra
che incombe non d’astronomico
calcolo ma spasmo tardomoderno
postvirtuale dove fermare la mano.

Il gesto sì, quello che irridi
riteorceratti contro e diononvoglia
che intuiscano il tuo tonfo del diavolo
e fra tante vituperate parole
non scorgano il pungolo all’emozione
ipomassmediatica.
 

                                                      Spera
                                           di rimanere nessuno.
 
 

8. Canto dello stoico

Ci sono giorni che la notte
non viene e suona la campana
per chi è il quiz ma fuori
l’equatore è sempre più simile
al polo e non piove con la danza
della pioggia se non sei indiano
e conosco una filastrocca che
dice la rivoluzione è lo status quo
di domani dal nobile al borghese
sporchi padroni e il male è
alle porte ma non bussa perciò
cantami una canzone di essenza
dove la musica si assomma al
materiale informe dei nostri tempi

i nostri tempi lo dici e ridi
il tempo giudice per le indagini
preliminari il tempo pilato
che se ne lava le mani
e la smania di risollevarsi
con l’arte come se
l’identità la si vendesse 
a etti, e il destino fosse 
la bilancia per soppesare i vincitori
e i vinti…
 

9. Verticalità

Ora tu mi vorresti trattenere
solo il tempo di spazzare
il sentimento, di spezzare una lancia…

Dopo l’ascolto di una storia
anarrabile uno spazio si frapporrà
fra l’impianto terreno del tuo
silenzio e il reset di un sistema
satellitare(?)

Più che abbandonare il percorso
la via si sposterà per traslazione
di segnaletica di rivalsa.

Hanno anestetizzato il rancore.


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