1. Autoritratto
2. Anatomia
3. Se
questo è un cinico
4. L'alibi
5. Strange
days
6. Identità
7. Ironic
Absentia
8. Canto
dello stoico
9. Verticalità
1.
Autoritratto
E tu che
sei quasi sette
a forza
di vederti
anche lo
specchio si è irritato.
Ti staccavi
il primo capello bianco
eh? ti
staccavi – e il pensiero
fermo su
di te, il disturbo
ossessivo-compulsivo
di stampare
qualcosa
per respirare.
E’ una questione
di training autogeno,
ti mandavi
a dire.
La casa
dei doganieri è ancora
pregnante,
se leggi Montale.
Libero spirito
vaghi,
l’anima
sono tre sillabe,
il cuore
due.
Io una.
2.
Anatomia
Hai una
frattura nel centro del mondo.
Ti guardo
e mi confondo: ti ricordi
quando
lavoro era dire sistema
corrotto
che io sono diverso sono
alto oltre
la muraglia sono nullo
come risultato
ma un germoglio
è
fiorito nell’era del cinghiale bianco
ti battevi
stanco senza la squadra
che meritavi.
Avvitato
in un mulinello di rovelli
spendi
denaro di broca in un’area
di dissenso
verticale che ipotizza
la nuova
gerarchia dall’alluce
al parietale.
Lancia in
resta rimonti l’arcaico
destriero.
Sfoggio di pensiero ne fai,
nell’era
del consequenziale impoverito.
Oggetto
di culto impaurito ritrae
le spoglie
sensoriali il tempo.
Detto fra
noi è meglio coltivarlo
il tarlo
di una non esperita
migliore
arroganza: andate e non proferite
parola.
Una frattura
nel centro del mondo
la puoi
ignorare, se stai di lato.
3.
Se questo è un cinico
Sono nato
con le strade segnalate
e non mi
oriento se annuso il vento.
Per dirti
se può servire non alienare
il senso
sfottuto delle cose.
Il kit del
piccolo rivoluzionario
giace nel
cesto dei giochi. Ragiona
sui fuochi
che ti hanno incendiato.
Bruciata
è la paglia di intenti
per colazione.
A pranzo
un primo indizio
del precipizio.
Un secondo solco
profondo.
Un dolce ad anticipare
l’amaro
punto di evacuazione.
La cena
per non istigare alla fuga.
Se ruga
dev’essere che sia sulla fronte:
vai fiero
del tuo cruccio
come un
vulcano del suo cratere.
4.
L'alibi
Vedi volevo
andare a letto
presto
ma non riesco a cooptarmi.
So coricarmi
solo tardi.
E non è
che scrivo di notte:
ho troppo
tirate le corde
di Orfeo
mentre Euri-dice
che è
questione di tempo
che ce
n’è uno per vegliare
che ce
n’è uno per dormire.
Lavorare
stanca ma ci aiuta
a trovare
un alibi.
5.
Strange days
Mi eccito
mi cito mito
di me stesso
mi faccio
in quattro
per gioco compaio
e scompaio
ovunque sono
e non sono
troppopoco
presente
e spesso di rado
non mi
sento in grado ma
ad una
fazione bisogna
appartenere
per il potere
Mio nonno
aveva un podere
e la sera
lavorato stanco
rientrava
e non pensava
la fatica la fatica
privilegio
amaro sputare proverbi
meglio
morto che vivo se non arrivo
a comperare
questo pezzo di terra
la scoperta
della comodità
in tarda
età e l’ovvietà
di un corpo
famigliare sgretolato
in nome
di un razionale tributo
all’efficienza.
Che la rabbia
rimanga lontana
dall'ostentazione.
6.
Identità
Il sole
è così solare,
la luna
così lunare;
il giorno
è così diurno,
la notte
così notturna.
Ed hai l’impressione
che tutto sia
quello
che è.
Tranne te.
7.
Ironic Absentia
Distribuiranno
la loro ricchezza
e saremo
più poveri del giorno
in cui
chiudemmo senza frutto
il silenzio
peraltro troppo
decibelteso
per resistere al coro
d’ignavi
che vagava oltre il sublime.
Vorranno
fare il verso al clamore
soffuso
che inseguiamo da sempre più
o meno
persuasi del cono d’ombra
che incombe
non d’astronomico
calcolo
ma spasmo tardomoderno
postvirtuale
dove fermare la mano.
Il gesto
sì, quello che irridi
riteorceratti
contro e diononvoglia
che intuiscano
il tuo tonfo del diavolo
e fra tante
vituperate parole
non scorgano
il pungolo all’emozione
ipomassmediatica.
Spera
di rimanere nessuno.
8.
Canto dello stoico
Ci sono
giorni che la notte
non viene
e suona la campana
per chi
è il quiz ma fuori
l’equatore
è sempre più simile
al polo
e non piove con la danza
della pioggia
se non sei indiano
e conosco
una filastrocca che
dice la
rivoluzione è lo status quo
di domani
dal nobile al borghese
sporchi
padroni e il male è
alle porte
ma non bussa perciò
cantami
una canzone di essenza
dove la
musica si assomma al
materiale
informe dei nostri tempi
i nostri
tempi lo dici e ridi
il tempo
giudice per le indagini
preliminari
il tempo pilato
che se
ne lava le mani
e la smania
di risollevarsi
con l’arte
come se
l’identità
la si vendesse
a etti,
e il destino fosse
la bilancia
per soppesare i vincitori
e i vinti…
9.
Verticalità
Ora tu mi
vorresti trattenere
solo il
tempo di spazzare
il sentimento,
di spezzare una lancia…
Dopo l’ascolto
di una storia
anarrabile
uno spazio si frapporrà
fra l’impianto
terreno del tuo
silenzio
e il reset di un sistema
satellitare(?)
Più
che abbandonare il percorso
la via
si sposterà per traslazione
di segnaletica
di rivalsa.
Hanno anestetizzato
il rancore.
Vico
Acitillo:
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