Vico Acitillo 124
Poetry Wave

Almanacco della poesia: I testi

Franco Capasso
 

 

 1. In questa geometria di strade
 2. Se il vuoto tutto il vuoto
 3. Mi dissero del vento
 4. Vorrei sceverare la luce dall'ombra
 5. Mi sciolgo facilmente
 6. Me ne andavo per il fuoco lento
 7. Quando hai perso tutto
 8. Se io canto
 9. Nell'incavo APERTA MANOVRA
10. Questa lacerazione sottile
 
1. In questa geometria di strade

 

In questa geometria di strade

ormai la mia vita è definita
come un vaso dipinto
un cedro
che si sfoglia nella luce
Spesso mi ritrovo sulla riva del mare
e ascolto il mare
Spesso mi ritrovo nel fuoco della riva
che esprime un rosario di parole
che tremano come foglie
mosse dal vento
Così mosso
canto la canzone del mare
 
2. Se il vuoto tutto il vuoto

 

Se il vuoto tutto il vuoto

e l'ombra tutta l'ombra della notte
non decantasse le mie parole
E la mia luce non morisse
E non continuasse a rotolare
lungo i sentieri del giorno
La mia voce non cadesse
in riva al mare
e non cantasse
e non parlasse come parla il mare
Certamente io sarei quel vuoto
e il vuoto di quell'ombra che si staglia
mortale sul mio volto
 
3. Mi dissero del vento

 

Mi dissero del vento

Mi dissero della pioggia
Mi dissero del fuoco
Oh come è lucente la sera!
Una voce mi chiamava ed era il vento
Una voce mi chiamava ed era il fuoco
Una voce mi chiamava ed era la stella della sera
Oh com'erano lontane quelle voci!
Com'era vaga ed indistinta
la mia stella deturpata
 
4. Vorrei sceverare la luce dall'ombra

 

Vorrei sceverare la luce dall'ombra

Vorrei distinguere il buono dal cattivo
Vorrei saper capire il giorno
che viaggia per definirsi
Vorrei conoscere il tuo vero nome per chiamarti
Sono così distinto nel capire
l'albero della voce
il silenzio della parola muta
che corre come il vento e si decanta
come il mare
 
5. Mi sciolgo facilmente

 

Mi sciolgo facilmente

e mi accendo
per spegnermi
all'improvviso
Ho acceso i mille sentieri
della vita
per scoprirvi il sentiero
unico assoluto
-e vi ho trovato soltanto cenere
:il fuoco vi ha bruciato
senza remissione
Ora sono così legato
alla terra e ai colori della terra
che non so più distinguere
il colore che più mi appartiene
 
6. Me ne andavo per il fuoco lento

 

Me ne andavo per il fuoco lento

della luna
guardando la stella del mattino
Io ch'ero rimasto così solo
perché fuggito dalle genti
E l'aurora era il mio sogno rattratto
-il mio sogno tenuto stretto
nei segni della mano
Era candido il sogno come l'ali
d'una candida colomba
Ai treni corsi per vedere altri paesi
Raggiunsi Hocicai:
mi portarono in catene per regni oscuri
appena rischiarati
dall'ombra della luna
 
7. Quando hai perso tutto

 

Quando hai perso tutto

vi è sempre un momento per ricominciare
Il dolore è cosi cieco
che non sai più distinguere il bene dal male
E allora ti fai trasportare dagli eventi
senza più ritornare sul passato
E allora
lentamente risali la china della montagna
che ti sembra molto più alta
e perigliosa
Quella luce lassù è così brillante
che sembra vicinissima
Ma quando più cammini
quella luce luminosa
sempre più si allontana
Non rinuncerai a seguirla
quella luce così chiara
quella luce
così accecante!
 
8. Se io canto

 

Se io canto

Se io prego
Se io cammino
Se corro
Se mi piego
Se mi distendo
Se il tempo passa senza ragione
Non ha senso il tempo senza ragione
Tutto ha un senso nell'insensatezza
del tempo che corre e non lascia segno
Non ha senso la parola senza luce
Ogni parola ha la sua luce e il suo spessore
Ora ricostruisco la mia scala di parole
La parola unica assoluta
è scritta nel libro sacro del tempo
che non si fa scoprire
-del tempo che non esiste
perché ogni parola
disegna il declino del tempo senza tempo
 
9. Nell'incavo APERTA MANOVRA

 

Nell'incavo APERTA MANOVRA

trattiene il vento
nella piega degli alberi
mentre l'insane creature
gridavano lacerandosi
la carne
Così tinte di nero
nel vermiglio occaso
nella tunica del sole morente
latravano i cani furenti
alla luna sbiancata
piegava il capo fluente
sulle strade dipinte e il mare
converso segreto rompeva
il notturno occhio della dea
:l'occhio di Giocasta la verminosa
la pudenda
incerebrata da un Silene latente
spiazzato negli occhi d'un Cerbero
 
10. Questa lacerazione sottile

 

Questa lacerazione sottile

Questo fuoco senza riparo
Questa caduta
Questo andare senza riconoscermi
Ormai cammino senza riconoscermi
Il fuocoha cambiato i miei connotati
Il fuoco ha reso un deserto
la mia anima
Spesso corro verso il mare
senza trovare il mare
Spesso corro verso la montagna
senza trovare la montagna
Sono così solo da sembrare
un albero denudato
-da sembrare un cumulo di cenere
Mille desideri ora m'asserpano
divorandomi
Mille pensieri ora mi solcano
senza darmi la sensazione
della freschezza e della serenità
Sono malato mi dico
Sono definitivamente malato
Forse sto per morire
IO non so più scegliere
Non so più definire la mia vita
così chiusa in questo retaggio

Indice

La realizzazione informatica della rivista è curata da Dedalus srl
Immagine: Antonio Belém, Phorbéa, Napoli 1997


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Emilio Piccolo e/o Antonio Spagnuolo