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Vico
Acitillo 124
Poetry Wave Almanacco della poesia: I testi Davide Argnani
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E’ sempre
stata lì
dietro
l’uscio
la nemica
facendo
finta di nulla
la morte
antica
ogni volta
nuova
Sento il
disagio
del vento
e del sangue
nei giorni
pieni di tenebrìa
dentro
le ossa
dove duole
ogni frammento
la coscienza
del ponte
che cede
che cade
sopra la
moschea dei sogni
I laghi
e gli alberi
le arcate
sopra i fiumi
lungo i
rivoli d’acqua
scricchiolando
le assicelle
secche
di legno stagionato
allungando
il passo
e la mano
ora
si toccano
le locuste
saltellando
sopra il muschio
e la scheggia
coperta
dalle foglie
umide
nella terra
nera di Nekrasov
dell’inverno
o dell’autunno
in ogni
stagione.
(da “Stari Most” – ed. Campanotto 1998)
2. La quercia di San Savino in Trebbio
C’è
una bella chiesa
antica
di roccia
ma sono
morti tutti – qui –
neanche
al cimitero
c’è
qualcuno vivo
Tre querce
una più
vecchia dell’altra
con le
radici profonde
incavate
nel ventre della terra
Nulla è
disperso al vento
se tra
le foglie delle pioppe
s’appiglia
il tuo respiro
e ogni
cosa è dissolta.
Rispecchia
la foglia lucida
sui rami
dei pioppi
Verde vedo
irradiare il sole
sopra i
pensieri
oltre l’asta
dritta
dei tronchi
vivi.
Fra le foglie
al vento
i rami
del noce
racchiudono
la luna
lì
fra gli spigoli
e il profilo
del tuo volto
rassomiglia
cammeo
a incastro della luce
e dell’ombra.
Ritrovo
l’abbraccio
a larghe
foglie
e lunghe
le dita
le more
bianche e nere
pastose
e soffici
la mano
leggera
ha il polso
sottile
di ninnolo
e largo
il fianco
forte e
snello
alle intemperie
del vento
e del ghiaccio.